lunedì 7 aprile 2008

Capitolo III

Ulfgar sentiva un forte senso di nausea. Aveva sete e sentiva un indescrivibile calore sulla pelle. Aprì gli occhi e rimase abbagliato dalla luce intensa. Una voce tetra, diversa da quella che aveva sentito a Brifkanar fuori dalla locanda, gli offrì dell’acqua. Il nano accettò volentieri e lo sconosciuto gli versò il liquido sulle labbra.
-Sono felice che tu ti sia svegliato: almeno avrò un po’ di compagnia. Il mio nome è Sha T’Alim.-
Disse cordialmente, ma senza mutare il tono.
–Io sono Ulfgar- disse il nano, tendendogli la mano mentre metteva a fuoco la figura, –piacere di fare la tua conoscenza!-
Un uomo dalla pelle color del bronzo, gli occhi opalescenti privi di iridi e pupille ed un cappuccio bianco sulla testa lo osservava impassibile. Non allungò il braccio per stringergli la mano. –Dove siamo?- Chiese il nano, cercando di osservare l’ambiente circostante troppo luminoso per i suoi occhi abituati all’oscurità delle caverne.
-Guardati intorno.- Fu la risposta.
Mentre i suoi occhi si abituavano, Ulfgar notò che il suo nuovo conoscente indossava degli orecchini in alabastro raffiguranti delle teste di sciacallo ed una collana di falangi umane. Poi la sua attenzione si spostò sull’ambiente che lo circondava: era in una gabbia di adamantio e accanto a lui erano distesi due elfi, probabilmente privi di sensi.
Allora il prigioniero guardò fuori della gabbia. Lo stupore si dipinse sul suo volto quando scoprì di trovarsi su una nave che, anziché galleggiare sull’acqua, solcava le dune del deserto trasportata dal vento.

Sojo aprì gli occhi ed una luce intensa lo costrinse a socchiuderli. Aveva lo stomaco in subbuglio e il sudore gli imperlava la fronte. Sentiva delle voci dagli accenti diversi da quelli elfici. Provò ad aprire nuovamente gli occhi e si trovò di fronte il viso di Sha. –Eccone un altro che si riprende. Vuoi dell’acqua?- chiese con garbo, ma sempre con il suo timbro di voce profondo e lugubre.
Il chierico scansò con violenza la gamella rovesciandone il contenuto. -Non da te!- esclamò con il viso segnato da un profondo disprezzo.
Mentre si riprendeva notò con sorpresa la presenza del nano e l’ambiente che li circondava. Il tipo che aveva cercato di rubare nel tempio era accanto a lui. Sembrava stare molto male. Continuando a guardare con disgusto i compagni di viaggio cercò di aiutarlo con le sue doti di guaritore.
Erano stati rapiti e sottoposti agli effetti di droghe per più di una settimana. Dove stavano andando? Cosa volevano da loro? Questi interrogativi rimanevano irrisolti nella mente del giovane Sojo…

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